TERAPIA IMMAGINATIVA DI RILASSAMENTO

 

La Psicoterapia Immaginativa di Rilassamento, utilizzata nel trattamento di disturbi psichici e in medicina psicosomatica che in attività preventive di psicoigiene, è una forma di psicoterapia breve, ad impostazione prevalentemente di sostegno, i cui momenti di indagine profonda sono focalizzati e circoscritti. E' caratterizzata dall'utilizzazione di visualizzazioni guidate, la cui efficacia si fonda eminentemente sull'azione dinamica del simbolo e dell'immaginazione.
Finalizzata all'estrinsecazione di tensioni inconsce, di desideri pulsionali altrimenti censurati, consente esperienze gratificanti e compensatorie alla frustrazione, favorisce l'invenzione e l'assimilazione di nuovi modelli comportamentali (che possono poi essere trasferiti alla realtà esterna); permette delle micro-esperienze, ritenute pericolose, al riparo dall'angoscia.
A partire dal rilassamento, attraverso l'induzione di un leggero stato di ipnosi, l'analisi immaginativa rende possibili, con l'utilizzo dei simboli, esperienze catartiche di rilevante importanza terapeutica.

 

Destinatari

Chi voglia elaborare gradualmente le proprie ansie e conflittualità, proiettare all'esterno sentimenti negativi e fare ritorno alla realtà rassicurato e con la certezza che delle soluzioni siano sempre possibili. Può essere impiegata validamente come strumento di prevenzione per contrastare l'insorgenza e diffusione di disturbi di natura psichica.

 

Durata

Dopo alcune sedute iniziali (colloqui iniziali anamnestici e di allenamento), seguono 10 sedute di rilassamento immaginativo; colloqui conclusivi.

 

Modalità

Sedute individuali o di gruppo.

 

La fantasia è considerata uno strumento terapeutico in quasi tutto il mondo ed è parte integrante di molte religioni. Già gli antichi Egizi e Greci credevano che le immagini liberassero nel cervello l'energia che stimola il cuore ed altre parti del corpo e che un'immagine molto vivida di una malattia fosse in grado di provocarne i sintomi.
Roger Frétigny e André Virel ricordano come nei santuari della Grecia antica sacerdoti guaritori ponessero i loro pazienti in uno stato di vigilanza abbassata, propizio allo svolgimento delle fantasticherie e dei sogni. Questa tecnica costituiva da sola la cura. Non si trattava di un mondo immaginario da sottoporre ad interpretazione, ma di una esperienza da vivere. Un'esperienza autenticamente psicoterapeutica.
La visualizzazione creativa può essere utile per ottenere diversi scopi. Diversi studi recenti suggeriscono che l'immaginazione può rilassare, può favorire processi di guarigione - immaginando il sistema immunitario che spinge fuori dal corpo la malattia - oppure incrementare l'intelligenza, grazie alla creazione di nuove connessioni tra neuroni. La visualizzazione e' uno strumento eccellente per alleviare lo stress. Con la visualizzazione si possono sollecitare mutamenti in molte funzioni del corpo solitamente considerate inaccessibili all'influenza della mente. Alcune fantasie guidate sono in grado di influenzare il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la respirazione, il consumo di ossigeno, l’eliminazione di biossido di carbonio, i ritmi e le forme delle onde cerebrali, la motilità e le secrezioni gastriche, l’eccitazione sessuale, i livelli di vari ormoni e neuro-trasmettitori nel sangue, la funzionalità del sistema immunitario.
Anche se il modo in cui la fantasia agisce sull'organismo rimane tuttora poco chiaro, si pensa che essa somigli alla realtà: se osserviamo l'attività del cervello nel momento in cui si immagina qualcosa, la sua attività è del tutto simile a quella di quando ciò che percepisce è reale.
Il sistema nervoso, che ci fa reagire alle situazioni, non può valutare la differenza tra una esperienza reale e una immaginata: in entrambi i casi reagisce ai dati comunicatigli dal cervello, ossia reagisce in conformità a quanto si pensa o si immagina. Il pensiero, che è una forma di energia veloce e sottile, si manifesta nel cervello componendo i neuroni, le cellule nervose, in forme tridimensionali simili a geroglifici, in un infinito numero di combinazioni. Qualsiasi realtà con cui entriamo in contatto, può essere per esempio lo schermo del pc, viene raffigurata nel cervello da uno specifico geroglifico di neuroni.
La cosa importante da sottolineare è che sia che noi vediamo lo schermo del pc, sia che lo immaginiamo soltanto, nel nostro cervello si forma lo stesso disegno di neuroni, che trasmetterà quindi il medesimo impulso al sistema nervoso. Perciò il sistema nervoso, che condiziona le nostre reazioni, non distingue se una cosa è vera o solo immaginata. In conclusione immaginare porta a una attivazione cerebrale identica a quella dell’agire.

Sono sempre più numerosi i medici e gli operatori della salute, come i counselor e gli psicoterapeuti, che considerano la “fantasia guidata” una terapia complementare potente, a lungo sottovalutata dalla medicina ufficiale.
Esistono numerosissime tecniche immaginative: la “Tecnica Immaginativa di analisi e ristrutturazione del Profondo” (ITP) del Dott. Leopoldo Rigo, il “Rêve éveillé dirigé (RED)” di R. Desoille e l’”Oniroterapia” di A. Virel; la “Psicosintesi” di R. Assagioli e l’”Analisi Immaginativa” di L. Peresson.
Mi focalizzerà sulla descrizione del Sogno guidato di Desoille
Il Sogno guidato è una tecnica molto utilizzata che permette di accedere con relativa semplicità a quella riserva inesauribile di risorse che i soggetti hanno acquisito nel corso della loro esperienza di vita. Lo stato mentale attivato dal Sogno guidato è uno stato che sta a metà fra la veglia ed il sonno. Possiamo definirlo come uno stato ipnoide caratterizzato a livello comportamentale, da rilassamento psicomotorio, battito delle palpebre, chiusura degli occhi e piacevole sensazione di benessere globale. Lo stato mentale del Sogno guidato è ben più vicino allo stato di veglia che allo stato di sonno.
L’obiettivo generale che ci si pone con questa tecnica è quello di modificare l’atteggiamento della persona durante il suo sogno e trasferire questo nuovo schema mentale durante lo stato di veglia, cioè si fa emergere ciò che è presente nelle risorse inconsce del soggetto (attiva dei sé).
I sogni guidati sono ricchi di immagini archetipiche.
Il primo a parlare di Rève éveillé dirigé, il sogno da svegli guidato, è stato lo psicologo Robert Desoille (Besançon1890-Paris1966). Il suo lavoro è molto vicino ad alcune tecniche utilizzate da Milton H. Erikson e riprese dalla PNL. Desoille era Ingegnere. Prima del 14-18, intraprende studi di psicologia alla Sorbonne che deve abbandonare per via appunto della guerra. La sua passione per l'esplorazione del subconscio gli fece mettere a punto la tecnica del "sogno ad occhi aperti". Egli scopre e percepisce l’importanza e l’utilità di unire l’attività onirica allo stato di veglia per l'indagine psicologica e per la risoluzione dei conflitti intra-psichici, con l’ attivazione dell'immaginario e la ricerca "della sublimazione degli istinti". Desoille ha avuto l'intuizione completamente originale di un utilizzo dell'immaginario messo in movimento che si differenzia degli altri modi d'accesso all'inconscio, anche se non aderisce alla nozione rigorosa di inconscio freudiano. Nel suo ultimo lavoro pubblicato da vivo ("teoria e pratica del sogno ad occhi aperti diretto", 1961) riassume il frutto dei suoi 22 anni di ricerca così:
"il sogno ad occhi aperti, stato intermedio e moderato tra lo stato di veglia e lo stato di sonno, tra" il fisiologico "e" lo psichico "è, per definizione, il riflesso di questo serbatoio inesauribile dove l’uomo ha accumulato, dalla sua nascita, le sue angosce, i suoi timori, i suoi desideri, le sue esperienze, che rimangono, in ogni caso e di fronte al mondo esterno, i fattori determinanti del suo comportamento".
La tecnica di Desoille si svolge in questo modo: la persona viene messa in un stato di rilassamento e chiude gli occhi per creare uno scenario immaginario di cui è lui stesso l'eroe principale (o unico). Il terapeuta interviene a volte per precisare una parte dello spazio immaginario o una biforcazione possibile dello scenario. Nel contesto di un'altra fase del lavoro, la persona redige un resoconto scritto che fungerà da sostegno ad una seduta di fronte a faccia per esplorare il significato dello scenario. Nel bambino, il protocollo è modificato nel senso che disegna, ad occhi aperti, seduto ad una tavolo lo scenario che immagina. A livello teorico, Desoille è stato influenzato a sua volta da Sigmund Freud, quindi Carl Gustav Jung e infine, a seguito della sua adesione alla parte comunista francese, egli si è forzato ad una teorizzaione pavloviana. I suoi allievi si definiscono ora come "analisti" e comprendono la loro pratica secondo gli assi freudiani, freud-lacaniani o junghiani.
Volendo essere più specifici, nel suo lavoro del 1938, intitolato "esplorazione della affettività subconsciente mediante il metodo del sogno ad occhi aperti" Desoille riporta due ricordi dell’ infanzia che rivelano il suo interesse per i fenomeni di trasmissione di pensiero. Egli riporta il resoconto di un'esperienza di questo tipo fatta a 12 anni con una ragazza.
Gli anni passano. "Prendendo in considerazione come fatto incontestabile il fenomeno di trasmissione di pensiero" Desoille ritiene che debba essere avvicinato ad un dispendio d'energia ed essere studiato "da metodi simili a quelle che si usano per i fenomeni d'induzione in fisica". È allora l’incontro con Caslant ed anche con il primo "sogno ad occhi aperti" che colpisce Desoille al punto che parla a tal riguardo di "visione dantesca". Questo incontro ha luogo nel 1923, Desoille ha 33 anni. Il primo "sogno ad occhi aperti" è fatto da una giovane donna, che sarebbe diventata la prima moglie di Desoille. Durante due anni Desoille lavorerà su sé stesso (con Caslant) e con questa giovane donna. Relegando in secondo piano lo studio della lettura di pensiero, approfondisce "l'uso del metodo" che, secondo Caslant, "non aveva pensato ad avvicinare alla psicanalisi, di cui ignorava allora la tecnica". Desoille conduce quest'esperienza, scrive "con uno spirito assolutamente imparziale, privo di ogni idea preconcetta e di qualsiasi dottrina a priori." Anche se si facesse astrazione del contesto particolare nel quale operava Desoille, un progetto di lavoro così formulato non potrebbe affatto essere preso in considerazione al giorno d'oggi in scienze umane, dove la soggettività dello sperimentatore è in qualunque caso esaminata. Tale progetto deve certamente essere attribuito all'influenza che non ha mai cessato di esercitare su lui la sua formazione scientifica, che doveva portarlo presto a ricongiungersi ad una teoria dall’aspetto scientifico, il pavlovismo. In ogni caso, Desoille decide allora "di collegare i fatti nuovi che ci era dato di osservare, ai fatti già conosciuti cercando nelle teorie attuali ed in particolare nell'analisi psicologica della affettività subconsciente, le discipline che ci permetterebbero di fare rientrare questi fatti nel settore della psicologia, ormai classica, del sogno".
Questa lunga citazione lascia nell'imbarazzo. Infatti, a che si riferisce Desoille a proposito "dell'analisi psicologica dell'attività subconsciente" ed a che pensa parlando "della psicologia, ormai classica", del sogno "?" Certamente, soprattutto a Janet, a Jung ed a Freud ma occorre riconoscere che sostenersi su autori così diversi per progredire in una ricerca conduce generalmente a difficoltà concettuali. Passiamo ora ad un altro punto per ricordare che Desoille, in questo lavoro, non nasconde di condurre le sue esperienze su argomenti che ritiene quasi normali. In ogni caso quest'"addestramento" era un mezzo "per conoscersi meglio e realizzare il meglio di sé". Si vede qui la differenza abbastanza radicale con la strada di Freud (dovuta anche alla sua formazione) che certamente voleva svelare il mistero dei sogni perché quello lo interessava molto, ma che lo fece in un contesto risolutamente psico-patologico. Come egli scrive nelle ultime pagine "dell'interpretazione dei sogni": "Così il valore teorico degli studi sul sogno risiede per me nel contributo che apporta alla conoscenza psicologica delle psiconevrosi." Fin d'ora il poco che sappiamo permette di esercitare un'influenza favorevole sulle forme guaribili delle psiconevrosi“. Mentre quindi Desoille parte dal "fisiologico", per arrivare patologico, Freud, ha a che fare, almeno, soltanto con casi di nevrosi, con la sua attraverso l’ auto-analisi, e con quella dei suoi pazienti. Questa differenza è necessaria ricordarla per considerare i diversi orientamenti possibili del sogno ad occhi aperti, e a tal proposito Desoille scrive fin dalla pagina 54 del suo lavoro del 1938: "che se la psicanalisi scioglie complessi attualizzando un'emozione" il suo metodo è, "soprattutto un metodo di sublimazione".
Ritorniamo alla descrizione iniziale, storica, del suo metodo da parte di Desoille (essendo escluso dunque ogni scopo terapeutico esplicito): Si tratta inizialmente di ottenere uno stato "d'attenzione passiva".
L'immagine di partenza per ottenere quest'"attenzione passiva" dovrà essere scelta nella vita corrente per evitare "con associazione di idee o di sensazioni un ritorno allo stato d'attenzione attiva". Questo è consigliato soltanto a proposito delle prime sedute.
Quindi seguirà la famosa suggestione d'ascensione di cui Desoille detta: "dopo avere aiutato la persona a modificare la sua immagine fino alla rappresentazione di un luogo elevato, montagna o altro, utilizzeremo della proposta pregando l'argomento di alzarsi ancora". Invito alla lettura della pagina 29 dove Desoille scrive che " l’attitudine di spirito più adatta per lo sperimentatore (...) è di considerare che la persona sogna secondo una modalità tale da far pensare al consiglio prudente secondo il quale non occorre contrastare qualcuno che delira".
Tuttavia, se c'è un incontro con un essere "aggressivo, duro, infine sgradevole in modo qualunque, noi chiederemo di sbarazzarsene". In seguito Desoille ammette che "nel sogno ad occhi aperti come nel sonno, il simbolismo delle rappresentazioni visive che esprimono uno stato emozionale, presentano un carattere chiaramente regressivo."
Desoille si spiegherà sul termine di "proposta" che corrisponde per lui "alla presentazione di un'idea, di un'immagine qualunque!" Presentazione? Egli afferma che è possibile innescare un sogno sotto una forma tale da poterlo seguire, così come si seguono le fasi di un movimento in una pellicola al rallentatore, senza nulla perderne." Ciò permette di sostituire al sogno ordinario un sogno ad occhi aperti per studiare la affettività subconsciente di una persona"." Tutto ciò, scriverà in seguito Desoille, non è assolutamente nuovo. L'ipnosi esiste già, ma è secondo lui insufficiente. La proposta, così come la intende metterà la persona in questo stato d'attenzione passiva "che non occorre confondere con lo stato di suggestionabilità dell'ipnosi, stato incompatibile con la conservazione di uno spirito sano".
Egli utilizza inizialmente soltanto con una prudenza estrema, precisa, le diverse varietà di proposta di cui ha parlato, la sola da cui "non possiamo assolutamente esimerci, è quella d’ascesa o di discesa". Troviamo qui un postulato che è coerente con una certa teorizzazione seconso cui per Desoille si può parlare di "riflesso condizionato" (p. 34) per il fatto che esiste secondo lui una relazione di causa effetto "tra le immagini motorie da un lato, e le immagini visive d'altra parte". Per ritornarne alla proposta, Desoille insiste molto sul tatto che deve accompagnare qualsiasi proposta e sul fatto che non si può prescindere da questo: "(lo sperimentatore) proporrà sempre, non imporrà mai". (P. 41).
Ritornando sulla nozione d'attenzione, Desoille sottolinea l'importanza del "contrasto" senza il quale l'attenzione non può essere orientata. "se si tratta di memorie da trovare, ad esempio, si imporrà alla persona una condizione di tempo o di luogo che costituirà il criterio di scelta tra le memorie che vi soddisfanno e le altre". In qualunque caso occorre mettere la persona che farà un sogno ad occhi aperti "in condizioni fisiologiche vicine al sonno".
In pratica, dopo la presentazione di un'immagine, si chiederà di fissarvi la propria attenzione. Quindi "gli proporremo di portare modifiche di dettaglio, avendo cura sempre di soddisfare la condizione d'armonia che presiede alle associazioni di idee, precauzione indispensabile per evitare di distorcere la costruzione dell'immagine". Il fattore "contrasto" sarà ottenuto nel sogno ad occhi aperti "suggerendo improvvisamente alla persona una modifica o un complemento alla sua immagine." Sono i dettagli di questa modifica che saranno allora rappresentativi dello stato subconsciente che ci si propone di rendere cosciente "." Questa nozione sembra interessante, ma Desoille non ci dice esplicitamente ciò che occorre suggerire per poter osservare i dettagli della modifica.
Desoille riassume così i punti principali riguardanti questo "metodo nuovo d'indagine della affettività subconsciente":
1° -"Porre la persona in uno stato d'indifferenza al mondo esterno simile a quello del sonno ma che se ne distingue con il mantenimento della piena coscienza".
2° -"Impiegare la proposta per stimolare l'attività dell'immaginazione pur orientando questa (... ) ". 3° -"Osservare la legge d'armonia che presiede alla formazione immagini".
4° -"Analizzare le immagini, simboliche o no, con il metodo delle associazioni di idee come si fa in psicanalisi"."
Desoille raccomanda inoltre "un'iniziazione personale o, almeno, una psicanalisi preliminare ed una grande pratica di trattare presone".
Con il rève éveillé dirigé si fa un uso attivo dell’inconscio e si pilota il soggetto verso la manifestazione delle sue potenzialità. Si fanno vivere alla persona, posta in stato di rilassamento, alcune situazioni mentali dando immagini iniziali e poi lasciando che esprima quello che man mano la sua fantasia le suggerisce. Arriva così a liberare alcuni contenuti repressi che bloccano la sua crescita oltre che minare il suo equilibrio.
Il materiale spontaneo che emerge è rivelatore del mondo interiore, con i suoi blocchi e i suoi problemi, della situazione affettiva della persona e del suo modo di affrontare la vita; con la sperimentazione nel sogno guidato, attraverso anche i suggerimenti del counselor, del potere dei simboli, della possibilità di superare gli ostacoli, il soggetto diviene in grado di avviare un processo di maturazione, di assumere un atteggiamento attivo, di superare i suoi conflitti, i suoi problemi e i suoi ostacoli e di aprire le porte alla sua energia creativa.
Una particolare applicazione del Sogno guidato viene utilizzata in sedute di gruppo. In questo ambito viene proposto un simbolo la cui dinamica è suggerita interamente dal conduttore. I simboli ci mettono in contatto con aspetti interiori inaccessibili alla mente analitica e ci conducono a capire ‘vedendo’, visualizzando anziché ‘pensando’. Possono rivelare realtà interiori di cui non si sospetta l’esistenza. Il simbolo ha la proprietà di dirigere e strutturare alcune energie inconsce. Visualizzare per es. lo sbocciare di un fiore orienta i vettori dell’inconscio nella direzione dello sviluppo, dell’evoluzione.

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N.B.: Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

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